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Effetto Leva

sabato 19 marzo 2011

2012



Impresa assai difficile riuscire a riassumere l'ultimo video di Gregg Braden "Alle porte del cambiamento".
Gregg da la sua interpretazione del 2012 di cui tanti parlano e scrivono.
Cercherò di essere il più schematico possibile.

- Nel 2012 si conclude un quarto ciclo di 5125 anni.

- Sono state ritrovate tracce di civiltà umana in ognuno di questi cicli. Civiltà che però non sono riuscite a sopravvivere al ciclo successivo.

- La Terra oltre a ruotare intorno a se stessa ed attorno al solo, si muove ciclicamente all'interno dell'universo nell'arco dei 5125 anni.

- Tutto è quindi soggetto ad una ciclicità. Non è la storia che si ripete, ma si ripetono le condizioni che favoriscono il ripetersi di certi eventi.

- Per la fisica quantistica tutto è energia e di conseguenza anche il movimento della terra definisce dei cicli.
Pensate agli stessi effetti della luna piena sul sonno delle persone. Giusto questa mattina diverse persone mi hanno detto di aver dormito male e poi a pranzo al telegiornale hanno detto che ieri era il momento in cui la luna era più vicina alla terra...

- Tra un ciclo ed un altro ci sono dei PUNTI DI SCELTA. Ci sono degli archi temporali in cui ci viene data la possibilità di scegliere.
Pensate un attimo al grafico dell'andamento EURO/DOLLARO. Chi investe in valuta o azioni spesse volte cerca di trarne utili applicando la tecnica dei cicli.
La PRICE ACTION invece studia le figure del grafico (studio del prezzo) per prevederne l'andamento.
Anche quando ci troviamo davanti all'evidenza di un ciclo e riscontriamo un segnale di price action, non possiamo avere la certezza che il prezzo seguirà l'andamento da manuale e infatti non sempre lo fa.

- Gregg non pensa al 2012 come ad un anno di catastrofi stile film Hollywoodiano, ma come ad un anno di passaggio tra un'era ed un'altra dove l'uomo può fare delle scelte prendendo coscienza di queste dinamiche e decidendo di non commettere gli stessi errori che nei cicli passati l'hanno portato all'estinzione.
Dovrà decidere se optare per la competizione o la cooperazione, paura o amore.

- Il 2012 può essere l'inizio di un nuovo mondo. Un mondo caratterizzato da un modo di vivere sostenibile.

Magari vi starete chiedendo cosa c'entra con le vendite tutto questo discorso?
Conoscete Kotler? E' uno dei più grandi esperti di marketing al mondo e recentemente è uscito un suo nuovo libro intitolato "Marketing 3.0".
Ve ne riporto una sintesi copiata da una libreria on line: "Come sempre Kotler si conferma un attento osservatore dei mutamenti della società e del sistema macroeconomico e imprenditoriale, subito pronto ad adeguarne e sintetizzarne i contenuti in nuovi approcci di marketing. Con questo libro, il guru ben descrive tutto quello che sarà del marketing dopo la fine dei trend contemporanei del 2.0 e del social media marketing. Un nuovo marketing tutto emozionale e proteso alla spiritualità dove l'espressione "3.0" va intesa come "terza fase" disciplinare, successiva a quelle transazionale e relazionale, una fase dove il core della strategia è l'attenzione all'anima del cliente e ai valori umani. È possibile essere un'impresa imperniata sui valori umani e nel contempo profittevole? La risposta di Kotler a questo interrogativo è SI. «Il comportamento e i valori delle imprese sono sempre più sotto la lente dell'opinione pubblica, questo fa sì che i consumatori possano scambiarsi con grande facilità opinioni su imprese, prodotti e marche e discutere delle loro performance funzionali e sociali. La nuova generazione di consumatori è molto più attenta ai problemi e alle preoccupazioni di natura sociale. È dunque ora di cambiare! Le imprese devono reinventarsi e abbandonare il più rapidamente possibile le prassi dei vecchi e confortevoli Marketing 1.0 e 2.0, per avventurarsi nel nuovo mondo del Marketing 3.0.»"

La seconda parte del DVD parla di come fare queste scelte, ma credo che per oggi possa bastare.

sabato 12 marzo 2011

ALBERT EINSTEIN



Non so a quanti di voi è già capitato, ma in quasi tutti i meeting i partecipanti si focalizzano sempre sui PERCHE' si sono generati i problemi o non sui COME fare per risolverli... e dire che stiamo parlando dell'A-B-C della PNL, ma niente, sembra proprio contro la natura delle persone.
Estremizzando, c'è chi sostiene che i problemi, non esistono, ma che esiste solo il modo di pensare che ha generato quel problema.
Albert Einstein sosteneva che "Un problema non si può risolvere, se non cambia il modo di pensare che l'ha creato". Quindi non è una mancanza nelle nostre capacità o possibilità, che ci può impedire di risolvere i nostri problemi, ma la mancanza di informazione!

domenica 6 marzo 2011

INVESTI SU TE STESSO



Fare l'imprenditore vuol dire soprattutto avere il coraggio di assumersi il rischio del fallimento. Tu dai qualcosa oggi per un POSSIBILE ritorno futuro.

Credo che quest'affermazione può e DEVE interessare anche tutti coloro che lavorano come dipendenti.
Quello che vi suggerisco questa sera è di osservare il comportamento dei vostri collaboratori. Quali di loro stanno investendo su se stessi senza aspettare che lo faccia l'azienda che gli paga lo stipendio?
Chi di loro si è iscritto a dei corsi pagandoli di tasca sua?
Chi ha comprato quel gadget elettronico che gli consente di ridurre i tempi di lavoro o di fare più bella figura dal cliente.
Chi ha deciso di lavorare quell'ora in più anche senza un impegno preciso del datore di lavoro a remunerarla.
Chi si è dato da fare su cose che non lo competevano direttamente per il bene dell'azienda?

Ecco perché a volte ai colloqui si dice: "Stiamo cercando collaboratori con mentalità imprenditoriale.".

Forse qualcuno di voi starà storcendo il naso. Qualcuno penserà che sono discorsi che funzionano se si guadagna tanto, ma non è così, piccolo stipendio, piccolo investimento, grande stipendio, grande investimento.
Altri penseranno che questo è solo sfruttamento.
Quello che penso io è che non possiamo perdere tempo e dobbiamo sfruttare tutte le nostre risorse per investire su noi stessi senza aspettare l'iniziativa di altri. Anzi, così facendo, aumentiamo la possibilità che ciò accada.

Buona notte a tutti.

sabato 26 febbraio 2011

JOHN DEMARTINI



Se vi raccontassi questa storia:

"L'uomo la cui immagine è riportata sopra è nato nel 1954 a Houston in Texas. Da piccolo doveva indossare delle stampelle per le gambe ed un apparecchio di sostegno della mano , per correggere un difetto di nascita.
Aveva difficoltà nella lettura, scrittura e nel parlare. Gli fu diagnosticata la dislessia.
Gli insegnanti dissero ai genitori che non avrebbe mai letto, scritto e comunicato.
A 14 anni lasciò la scuola e andò alle Hawaii dove a 17 anni ebbe un'esperienza pre - morte causata da un avvelenamento da stricnina.
Conobbe un vecchio di 93 anni chiamato Paul Bragg che produsse una metamorfosi in John che lo portò a dominare la dislessia.
Riuscì a laurearsi all'Università di Houston, in 36 anni ha studiato oltre 260 discipline e oggi è uno dei più illustri conferenzieri a livello mondiale e cerca di fare agli altri quello che Paul Bragg era riuscito a fare con lui."

ci credereste?
E' tutto vero ed è una storia che ha dell'incredibile.
Recentemente ho letto un suo libro "Il successo in 31 giorni" e ho visto un suo dvd "L'infinita saggezza dell'Amore. Ve li consiglio , soprattutto il dvd in quanto vi da la possibilità di assaporare tutto il suo carisma.

sabato 19 febbraio 2011

CONVINZIONI LIMITANTI




Comincio subito con il ringraziare tutti quelli che hanno partecipato al sondaggio e che mi hanno quindi dato una mano ad introdurre l'argomento di oggi che sono le credenze limitanti.
E' un argomento che viene affrontato in tantissimi libri motivazionali o di PNL. Ogni autore si focalizza su alcune convinzioni rispetto ad altre.
Oggi vi parlerò di quelle che ritengo io essere le tre convinzioni limitanti principali che frenano la nostra corsa verso il successo.

Partiamo con la prima e prendiamo spunto dalla mia prima domanda. Una delle domande che l'uomo si è sempre posto nella storia è proprio se la storia si ripete nei secoli oppure no. A livello statistico la massa pensa che la storia si ripeta sempre. Il mio Prof. d'Italiano delle superiori, Elio Giunta, mi ha invece aiutato a capire che solo apparentemente la storia si ripete, ma in realtà le circostanze sono sempre, anche se per poco, sempre differenti. Pensateci un po', ma se tutto avesse una ciclicità scontata, i trader di borsa sarebbero tutti ricchi sfondati, giusto? Pensate adesso al periodo della schiavitù delle persone di colore, oggi ci sembra una cosa impossibile no? Dalla schiavitù siamo passati a Martin Luther King con il suo motto "I have a dream" e siamo giunti adesso ad avere il Presidente degli Stati Uniti di colore, Obama, con il suo motto "Yes, we can!".
Rileggendola così la storia sembrerebbe proprio che un'evoluzione ci sia stata, no?
Credere che la storia si ripeta la considero una delle convinzioni limitanti principali in quanto potrebbe danneggiare una manager dal punto di vista strategico. Attenzione, il nuovo dilemma che ci troveremo a dover affrontare domani sul lavoro, non è praticamente mai una copia del dilemma di qualche anno fa. Quindi, se ragioneremo con gli stessi parametri, rischiamo di proporre una soluzione obsoleta.

Passiamo adesso alla seconda domanda.
Se la prima voleva mettere in luce qualcosa che riguardasse l'ambiente in cui il manager opera, la seconda riguarda il manager in se stesso. Credere che si possa cambiare è fondamentale per la propria crescita professionale e per quella dei collaboratori.
Sento già le voci di sottofondo di quanti stanno dicendo per darmi il contentino: "Certo, si può cambiare, ma piccole cose però...".
E no! O crediamo anche nei cambiamenti radicali o ci limiteremo troppo.
Sono sicuro che tutti noi conosciamo almeno un personaggio che ha stravolto la sua vita, che sia un politico, un religioso, un cantante. Sono altresì sicuro che se facessimo un'analisi dei nostri ultimi venti anni troveremo tantissimi cambiamenti.
Allora perché non credere da subito che chi nasce tondo può morir quadrato? Tanto la vita nel lungo periodo di cambierà, modellerà comunque, almeno smontando questa credenza ci daremo l'opportunità di cambiare già nel breve e soprattutto sulla base della nostra volontà.

La terza domanda è quella che trae più in inganno e vediamo come.
Spesse volte per spiegare questo passaggio viene fatta la similitudine con lo sport.
Per migliorare nel sollevamento pesi, dobbiamo sempre spingere il muscolo al limite, se non lo facciamo lavorare fino a raggiungere il limite, non miglioreremo mai, non riusciremo a diventare più forti di prima.
Istintivamente a questo concetto si associa il termine dolore così come fa l'uomo abitualmente quando gli si chiede di cambiare qualcosa nella sua vita.
Sarà perché in occasione del parto lo shock di passare dalla pancia al mondo è talmente grande che se lo porta per tutta la vita, comunque quest'associazione è praticamente un dato di fatto.
Conseguenza?
"Io dolore? Cosa? E perché dovrei? Sto bene così!"
Quindi, non si cambia!
Vedete un po' come una credenza limitante può condizionarci tutta la vita.
Torniamo un attimo all'esempio dell'esercizio fisico. Ma secondo voi, l'atleta che spinge il muscolo al limite, in quel momento prova un vero dolore o un forte, chiamiamolo disagio fisico?
Io nella mia vita di sport penso di averne fatto abbastanza e a dire il vero, quello che si prova non si può descrivere con la parola dolore. Se fosse un vero dolore penseresti subito che non stai facendo l'esercizio bene e questo solitamente porta a dei traumi fisici.
Torniamo adesso al nostro manager e al suo team. Per loro il cambiamento dovrebbe diventare come un gioco. Altro che dolore! Magari disagio. Disagio per ritrovarsi in una situazione non ottimale che li dovrebbe spingere a trovare un'alternativa.
So cosa mi state per chiedere, ma come si fa?
Il segreto sta nel creare le giuste associazioni mentali, cioè spostare il focus sulla novità positiva verso cui stiamo andando o quella negativa da cui stiamo sfuggendo.
In palestra prediligo sempre le lezioni di step coreografico perché focalizzandoti sull'esecuzione della coreografica non senti lo stress muscolare e cardiaco, così un'ora trascorre mooolto più velocemente.

Riepilogando, abbiamo parlato di una convinzione che interessa l'ambiente in cui operiamo, un'altra che interessa il nostro modo di essere e l'ultima che riguarda il nostro modo di agire. Questi tre ambiti sono fondamentali per muoverci nella giusta direzione.

L'immagine in alto rappresenta il ciclo del successo o... del fallimento, che come vedete è innescato proprio dalle convinzioni.

sabato 12 febbraio 2011

SONDAGGIO



Ecco il primo sondaggio del mio blog.
Sulla destra troverete tre domande a cui vi invito a rispondere.
Vediamo un po' i risultati e poi li commentiamo insieme.
A presto!

venerdì 4 febbraio 2011

IL TAO DEL COACHING



Altro piccolo bignamino della formazione. Max Landsberg ha un'incredibile capacità di sintesi.
Come spunto vi segnalo la regola della CAPACITA'/VOLONTA'. In altre parole, lo stile di gestione delle persone dipende dalla capacità/volontà del collaboratore ed in funzione di queste due variabili potremmo dover dare delle direttive, stimolare, guidare o delegare.
Buona pratica!

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