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Effetto Leva

domenica 23 giugno 2013

EPILOGO DI UN PRACTITIONER



22 Giugno ore 16.30, sono al round finale del PNL Practiotioner. Sono stanco, stanco di ristrutturare, di scavare, di calibrare. Il coach ci chiede di disporre le sedie in modo da formare un cerchio e pone al centro tutta una serie di bellissime immagini. Panorami, bimbi, porte ecc. ecc. La montagna ha sempre avuto un fascino particolare per me e quindi vengo attratto da alcune immagini con panorami montani ed una mia attrae più di altre. La raccolgo e subito la stanchezza viene rimpiazzata da una strana sensazione che non riesco ancora bene a descrivere. Comincia il giro di esperienze. Ogni partecipante racconta perché ha scelto quella foto e come si lega al significato che da al corso. L'atmosfera è vibrante, sembra percepirsi un'energia particolare tra noi. Ogni esperienza raccontata sembra emozionare sempre più ogni partecipante e nel mentre io ho sempre più chiaro del perché ho scelto quella foto. E' il mio turno, sono l'ultimo, non riesco a parlare, mi piego per coprire l'imbarazzo, ci provo, ma vengon fuori solo lacrime. C'era un'altra foto simile. Era la foto di una vetta e di uno scalatore che la stava conquistando. Provo a ricentrarmi e spiego ai colleghi che ho vissuto questo corso come un passaggio da  quella foto in cui vedevo la vetta e salivo con fatica a questa foto dove c'è si un sentiero, magari anche in salita, ma il viaggio me lo godo molto di più e se la mia vetta non la vedo chiaramente, fa lo stesso, non sempre ci è dato, non sempre è fondamentale. E' come se adesso potessi smettere di salire per dover dimostrare qualcosa a qualcuno o forse anche a me stesso, ma potrò farlo per il solo gusto di farlo.  Per concludere, la cosa più bella che vedo in quella foto è che adesso, libero da questo nodo, posso guardarmi meglio intorno e vedere anche le altre vette che per me sono le vette degli altri, di chi conosco e che forse potrò aiutare meglio a far loro da guida.

23 Giugno ore 13.00, si è concluso l'esame. I risultati li saprò solo domani, ma alla fine non sarà l'esito che importa, ma il fatto che finalmente ho fatto un esame che è stata una vera palestra, un'opportunità per raccogliere mille feedback in quanto i coach davano un immediato riscontro ai nostri errori e non posso far a meno di pensare a quanti esami fatti in passato e a quante opportunità di crescita ho sprecato. L'esame un po' per tutti è stato anche una dimostrazione di quanto difficile sia far da guida a qualcuno pure nelle situazioni più banali. Il Practitioner si sa, è solo un trampolino verso il Master e non può darti tutte le competenze necessarie, ma rendendomi conto di queste complessità, mi stupisco ancor di più di come possa essere superficiale l'approccio alla managerialità delle nostre aziende italiane, come il più, sia troppo spesso lasciato al caso. 

sabato 15 giugno 2013

SVUOTARSI


Oggi vi racconto cosa non vi dicono esplicitamente ad un Practiotioner, ma che con qualche domanda di approfondimento emerge e che secondo il mio modesto parere sono alcuni degli elementi più importanti da non perdere mai di vista.
Per prima cosa, la guida (colui che conduce la sessione di coaching) deve fare pratica nello svuotare il suo caro cervello, a cui è tanto affezionato, da tutte le impurità che l'hanno contaminato negli anni.
Detto in parole semplici vuol dire che quando facciamo il coach e ci interfacciamo con un coachee e davvero molto, molto istintivo proiettare sull'altro la nostra mappa mentale, ovvero attribuire all'altro ragionamenti che invece sono solo e soltanto i nostri ragionamenti. Svuotandoci invece saremo istintivamente spinti a fare le giuste domande di approfondimento, praticamente, dovremmo sembrare dei marziani giunti sul nostro paese e che curiosi di conoscere tutto di noi continuano a fare delle domande per entrare nella realtà dei terrestri.
Altra piccola cosa a cui stare attenti sono i feedback, intendendo qua come feedback, i riscontri immediati che ricevi dai coachee. Intendo dire che dopo aver studiato, dopo esserti esercitato e poi ancor studiato ed esercitato e poi ancora, ancora... quando vai nel mondo ci vai con quella grinta del tipo che dice: "Ora ci penso io!".
Volete sapere il problema qual è? Che per quanto possiate essere dei bravissimi piennelisti, la materia non può dar garanzie di veder i risultati nell'immediato. Quindi? Quindi magari all'inizio ci rimani un po' male perché l'altro non ti ha dato quel sazio che tanto ti attendevi, ma poco male... dobbiamo diventare degli impiantatoti di semi.

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